Storie

I fili dell’india e le avventure di Philo Filo’…
di Alessandra L’Abate
15 maggio 2009

Philo Filo’e’ un baco da seta… il suo nome si pronuncia filo filo’ ma si scrive philo che in greco significa amore ed amicizia….

Philo Filo’ un giorno chiese ai nonni, durante la sua adolescenza, quale sarebbe stato il suo destino.

La nonna allegramente rispose che, dopo aver filato meticolosamente la seta all’interno del suo bozzolo, ne avrebbe fatto un buco per uscirne trasformandosi in una meravigliosa farfalla…

Philo Filo’ si commosse all’idea di poter volare nei cieli infiniti e comincio’ a fantasticare sull’ ampiezza delle proprie ali di farfalla e sui colori che avrebbe desiderato vestire nella sua nuova forma…

Dopo un po’ Philo Filo’ si accorse che il nonno stava zitto zitto in un angolo e non condivideva la sua gioiosa immaginazione ed a lui si rivolse cosi’: “nonno, nonno, per quale motivo non gioisci con noi… non e’ forse vero che il mio destino sia questo?”…

Il nonno rispose:… ‘piccolo mio, il tuo destino sarebbe questo se l’uomo non fosse cosi’ crudele da pretendere di estrarre la seta intatta del tuo bozzolo senza permetterti di bucare il bozzolo e l’unico modo che esso ha per far si’ che tu non sciupi il filo prezioso di seta e’ quello di bollire il bozzolo con il tuo corpicino dentro prima che tu ne esca bucandolo per trasformarti in farfalla…”

Philo Filo’ si mise a urlare e singhiozzando disse che non voleva finire cosi’, che voleva divenire farfalla cambiando il suo crudele destino….

Dopo essersi asciugato le lacrime philo filo’ si rivolse al nonno cosi’… ” nonno, nonno, dimmi tu, ti prego, come posso ritrovare il mio destino originario e divenire farfalla per la gioia del mondo?…”

Il nonno rispose… ” chiudi gli occhi e apri bene le orecchie, e’ ora che tu la smetta di filare il filo all’interno del tuo piccolo bozzolo… fila il tuo filo per i sentieri della tua terra india, porta il filo dai mari ai monti, traversa la terra dal sud al nord, vedrai che troverai tante genti che come te, tessendo fili e storie, hanno cambiato il proprio destino di poverta’ e miseria… lo hanno cambiato lavorando assieme come fratelli e sorelle…. e portaci i loro fili e le loro storie per raccontarle al mondo…”

Il giorno dopo Philo Filo’ parti per un lungo viaggio iniziato 1 gennaio 2008 e terminato il 14 giugno 2009 giorno in cui arrivera’ in Italia, a Caraglio per portare i primi fili e le prime storie…. storie di volti segnati dalle rughe e di persone semplici, storie di pastori, di contadini, di filatori e tessitori che credono che sia ancora possibile, unendo le forze di tanti, cambiare il proprio destino.

Ecco la storia di Philo Filo’…

Filo, Filo’… Storia di un filo
di Lucia
Bottega Arcobaleno, Gubbio

C’era una volta un filo un po’ impiccione, non
sopportava di starsene da solo e si aggirava tra la gente
per tessere relazioni. La gente sembrava non accorgersi
di quel filo che girava loro intorno e lui tesseva,
tesseva…silenzioso s’insinuava tra le loro vite
avvolgendoli di calore e morbidezza. Non solo, la gente
cominciava a dialogare, vecchi e bambini si
raccontavano storie e a poco a poco cominciarono a
incontrarsi sempre più di frequente. Improvvisamente si
accorsero di quel filo e curiosi si chiesero da dove
venisse. Il filo li prese per mano e li portò a conoscere
delle care amiche. Beeh, beeh, beeeeh salutarono le
pecorelle che si fecero accarezzare e tosare…la loro
lana soffice si fece lavare, cardare, filare, lavorare e
infeltrire. Ed ecco che tra la gente c’erano le nonne che
sapevano cosa fare e lo insegnavano agli altri. In men
che non si dica matasse e gomitoli si ammucchiavano
ovunque e creavano orditi, ricami e giocavano con telai,
ferri, aghi e uncinetti. Quante mani operose toccavano
questi fili che improvvisamente si trasformavano negli
oggetti più belli e preziosi: tappeti, scialli, giacche,
sciarpe, coperte e giocattoli. Quel filo impiccione era
riuscito a coinvolgere così tante persone, che da tristi e
sole erano diventate un bel gruppetto felice. Era riuscito
a dare vita nuova ad un’arte antica e a veder tutto ciò
che con creatività e fantasia si poteva realizzare.

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